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Startrail: disegnare con le stelle

Come tutti sanno, il pianeta Terra non è immobile nello spazio e, oltre a orbitare intorno al Sole compie una rotazione intorno al proprio asse: di conseguenza, a un osservatore terrestre, le stelle del cielo sembrano ruotare intorno alla Polare. A occhio nudo è difficile avvertire questo movimento ma se si effettua uno scatto notturno della durata di diversi minuti (o addirittura ore) si può rilevare questo affascinante effetto.

Pare subito evidente che si possa sfruttare quanto appena descritto per realizzare fotografie notturne originali e dalla composizione accattivante. La tecnica di per sé è molto semplice: è sufficiente avere l'accortezza di inquadrare la Stella Polare in una posizione conveniente per la composizione (per esempio seguendo la regola dei terzi) e lasciare l'otturatore aperto per un'ora o più. Inoltre, regolando opportunamente apertura del diaframma e sensibilità del sensore, oltre a esporre correttamente il fotogramma sarà possibile variare l'effetto finale come vedremo in seguito.

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La prima operazione da effettuare è dunque l'individuazione della Stella Polare: i meno esperti di astronomia non avranno comunque problemi. Basta individuare le 7 stelle che formano il Grande Carro della costellazione dell'Orsa Maggiore e prolungare idealmente la distanza fra le due stelle anteriori per 5 volte. Come risulta chiaro dalla figura si riesce così a localizzare la Stella Polare (che tra l'altro fa parte del Piccolo Carro). A differenza delle altre, questa stella ha la peculiarità di essere sempre visibile alle nostre latitudini e in generale in tutto l'emisfero boreale. Nel caso si volesse effettuare uno scatto analogo in una località dell'emisfero australe sarà necessario prendere come riferimento la stella più vicina al Polo Sud Celeste: Sigma Octantis (o Polaris Australis).

Una volta individuato il centro della rotazione apparente delle altre stelle lo si deve collocare in un punto strategico del fotogramma in modo da ottenere una composizione accattivante e aprire l'otturatore. Per questo genere di scatti è fondamentale l'uso di un solido treppiede e di un cavo per lo scatto remoto (o scatto flessibile). Le moderne fotocamere arrivano ad un massimo di 30s come temporizzazione dell'otturatore, per avere tempi più lunghi è necessario ricorrere alla posa B (bulb) che consente di lasciare l'otturatore aperto fintanto che il pulsante di scatto rimane premuto.

L'ultimo punto chiave per la buona riuscita di uno startrail è il settaggio dell'apertura del diaframma e della sensibilità ISO: come linea guida si deve tener presente che maggiore è la quantità di luce che si decide di registrare maggiore sarà il numero di stelle (e quindi di tracciati) visibili sulla foto finale. Consiglio dunque di trovare un giusto compromesso: né troppe stelle (creerebbero confusione) né troppo poche (non sarebbero significative all'interno della foto) tenendo anche debitamente conto della quantità di rumore luminoso sullo sfondo.

Come i supporti a pellicola soffrivano del difetto di reciprocità che obbligava all'uso di filtri e adattamenti dell'esposizione, i sensori digitali hanno problemi analoghi dovuti per lo più al loro surriscaldamento: esposizioni di un'ora, seppure non corrano minimamente il rischio di danneggiare l'apparecchiatura, possono avere effetti indesiderati per quanto riguarda la resa finale dello scatto (soprattutto per quel che concerne il rapporto fra segnale e rumore).
Per ovviare a questo inconveniente la soluzione più diffusa è quella di effettuare una serie di fotografie con tempi inferiori e poi "montarli" in post-produzione per ottenere l'intero tracciato delle stelle.

Probabilmente stanco di effettuare questa operazione manualmente, il fotografo tedesco Achim Schaller ha realizzato l'applicazione Startrails (completamente gratuita) che effettua in maniera automatizzata il lavoro di montaggio dei vari scatti. Contrariamente a quello che si può credere il suo utilizzo è estremamente semplice e in seguito vedremo un esempio di realizzazione di un vero startrail.

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Sul campo si procederà a scattare una sequenza di scatti di 30s servendosi di un telecomando temporizzato o, più semplicemente, impostando la modalità raffica e bloccando il pulsante di scatto. Una volta scaricato il tutto sul computer si deve effettuare la conversione delle foto in un formato riconosciuto da Startrails (personalmente consiglio in .tiff) e avviare il programma. L'interfaccia è molto essenziale: è possibile aggiungere i file desiderati tramite il comando File > Open (essi verranno elencati nella finestra Images) e gli eventuali darkframe che sono stati scattati (si tratta di scatti ad otturatore chiuso utili per individuare ed isolare i fotositi surriscaldati del sensore).
Una volta terminate le operazioni preliminari (non sono previste opzioni per regolare l'andamento del programma) premendo il pulsante Startrails si avvia la procedura. L'intero processo dura alcuni minuti, in relazione alla pesantezza dei file d'origine (risoluzione e numero di bit) e al loro numero, ma è interessante rimanere a controllare tutto il procedimento in quanto l'applicazione mostra, al termine della lavorazione di ciascuna foto, il risultato parziale ottenuto: ossia è possibile vedere i tracciati delle stelle "crearsi" davanti ai propri occhi.
Oltre alle stelle verranno registrati anche i passaggi degli aerei, dei satelliti artificiali e, perché no, di qualche meteora: questi elementi talvolta possono dare una marcia in più allo scatto ma spesso (soprattutto le scie degli aerei con tanto di lampeggiante a intermittenza) sono solo di disturbo; per eliminarli non è necessario ricorrere a Photoshop ma è sufficiente deselezionare dalla lista i soli scatti interessati e chiedere al programma di ricalcolare lo startrail. Ovviamente ciò comporterà delle brevi interruzioni nello startrail finale in corrispondenza degli scatti eliminati se questi non facevano parte dell'inizio o della fine della selezione: se il risultato non è soddisfacente occorre intervenire sui singoli scatti con la scia dell'aereo per eliminarla con il Timbro Clone (o altro strumento equivalente) prima di avviare il programma di montaggio. Una volta ottenuto lo scatto definitivo è possibile salvarlo (File > Save) ed elaborarlo come preferiamo con un programma di fotoritocco.

startrail iniziale startrail senza scia startrail elaborato

Startrail iniziale

Startrail senza scia

Startrail elaborato

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La forza di questo procedimento sta nella casualità del rumore all'interno di ciascuna fotografia: effettuando una media tra i vari scatti per le zone buie il rumore quasi sparisce. Come si può vedere dal confronto qui a lato, il ritaglio a sinistra (preso da uno scatto di soli 30s della stessa scena a 1600ISO) è qualitativamente peggiore del ritaglio a destra (preso dal file .tiff finale ottenuto dal montaggio di 160 scatti sempre a 1600ISO), nonostante su quest'ultimo non siano state applicate tecniche specifiche di riduzione del rumore.

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