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Il diritto d'autore in fotografia

La facilità con la quale è possibile copiare un'immagine digitale fa sì che il furto delle fotografie su Internet stia diventando una sempre più diffusa alternativa al pagamento dei diritti all'autore.

Le armi a disposizione di noi fotografi sono numerose: bisogna imparare però a sfruttare al meglio gli strumenti che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione per arginare il problema.

Il primo approccio: tentare di impedire la copia delle foto

L'approccio più naturale per evitare il furto delle proprie fotografie è probabilmente cercare un modo per inibire la riproduzione delle immagini che abbiamo pubblicato. Bisogna dire subito che purtroppo è impossibile farlo: una regola non scritta dell'informatica recita "se è possibile visualizzarlo, è possibile duplicarlo".

Possiamo adottare ugualmente alcuni stratagemmi per rendere più ardua l'impresa di chi è intenzionato a impossessarsi dei nostri scatti: per esempio si può disabilitare il salvataggio diretto delle immagini dalle impostazioni del nostro sito web ovvero possiamo imporci di pubblicare foto a bassa risoluzione (che però limita la loro appetibilità non solo per i malintenzionati ma anche per gli altri utenti).

Approccio corretto: informare l'utente

Un approccio più realistico consiste nel mettere a disposizione degli utenti adeguate informazioni che sottolineino la proprietà intellettuale di ciò che stanno visualizzando. Questa filosofia non impedisce a nessuno di impossessarsi dei nostri scatti ma esclude che essi possano essere utilizzati da altre persone in buona fede, limitando l'utilizzo ai soli casi di dolo che, al limite, potranno essere gestiti anche attraverso le vie legali.

Il primo metodo per evidenziare chi è l'autore degli scatti è sicuramente l'apposizione di una firma o di una filigrana digitale (impropriamente chiamata watermark) su tutte le foto che pubblichiamo o diffondiamo, eventualmente abbinata al simbolo ©. Considerando che l'intento non è quello di impedire l'utilizzo dello scatto (anche perché con un po' di pazienza le scritte possono essere cancellate dalle immagini con lo strumento Timbro Clone) ma solo fornire un'informazione importante sull'autore, possiamo evitare sgradevoli scritte invasive che otterrebbero il solo risultato di far allontanare la gente dal nostro sito!

esempio filigrana invasiva esempio filigrana non invasiva

filigrana invasiva che impedisce la piena visione della foto

filigrana non invasiva che permette di vedere correttamente la foto

Personalmente applico un logo di dimensioni ridotte (circa il 20% del lato lungo dell'immagine) in un angolo di tutte le mie fotografie.

Un'altra operazione che consiglio di compiere sempre è l'indicazione del copyright nei metadati (o info-file) dell'immagine finale (in Photoshop è possibile accedere tramite il menù File > File Info): tramite questa maschera, diponibile anche utilizzando altri programmi, si possono "agganciare" alla fotografia l'indicazione dell'autore, del tipo di licenza con cui viene distribuita e altre informazioni utili come eventuali contatti o il proprio sito web.

Chi ha rubato la mia foto?

Una volta adottate tutte le misure possibili per limitare l'utilizzo da parte di terzi delle nostre foto, come facciamo a scoprire se qualcuno le ha pubblicate senza il nostro consenso? Ovviamente non possiamo affidarci alle sole segnalazioni di chi, casualmente, riconosce la nostra foto sul sito di qualcun altro, ma esistono servizi sempre più efficienti disponibili online, anche gratuitamente, per rintracciare le foto che ci sono state rubate.

Il più popolare motore di ricerca, Google, ci dà la possibilità di effettuare una ricerca per immagini: una volta caricata la nostra foto (file dal nostro disco rigido oppure link se l'immagine è disponibile in rete), il sistema ci indica su quali siti è presente e ci propone alcune immagini dal contenuto simile per aiutarci a individuare eventuali copie modificate.

ricerca per immagini con Google - passo 1 ricerca per immagini con Google - passo 2

per accedere alla ricerca per immagini selezionare l'icona con la fotocamera

risultato della ricerca sul web di una delle fotografie di mlazzariphoto.com

Un servizio analogo è offerto dal sito TinEye, questo utilizza informazioni diverse da Google quindi è consigliabile sfruttare entrabi i motori di ricerca per ampliare il numero di pagine controllate.

Sistemi di watermarking

In precedenza abbiamo visto come apporre la propria firma in maniera visibile sulle foto; in realtà è possibile anche imprimere una speciale "firma" invisibile che può essere individuata solo con appositi programmi e che consente di tracciare i file che abbiamo creato. A tale scopo sono stati creati i watermark che consentono di nascondere nelle immagini, senza alterarne il contenuto in maniera percepibile, un'impronta unica che ci permetterà sempre di riconoscere i nostri file.

Il servizio di watermarking più diffuso è quello offerto da Digimarc: tramite appositi programmi e plugin è possibile visualizzare gratuitamente le informazioni archiviate in un'immagine attraverso questo metodo e, acquistando una licenza, applicare watermark alle nostre fotografie e addirittura ricercarle in rete.

Un po' di riferimenti legislativi

In Italia il diritto d'autore è disciplinato dalla legge del 22 aprile 1941, n. 633 la quale, nel corso degli anni, è stata oggetto di numerose modifiche (si ricordano, tra le molte, quelle operate con il decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 1979, n. 19, il quale ha recepito la "Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche").

Per quanto riguarda il mondo della fotografia, la normativa opera una distinzione fondamentale: la semplice fotografia e l'opera fotografica. Gli elementi per applicare questa classificazione non sono da ricercare, come si potrebbe pensare, nella bellezza o nella buona riuscita di uno scatto né tantomeno nella professionalità con cui è stato realizzato, bensì sono da collegare alla presenza di valore artistico e connotati di creatività che elevano la foto da un mero esercizio tecnico a una vera e propria "opera" artistica.

L'autore di entrambe le tipologie appena descritte è comunque tutelato (vengono esclusi solamente i casi di riproduzione documentale) ma con una sostanziale differenza: nel caso di semplice fotografia la tutela rimane valida per 20 anni dalla data di realizzazione (art. 92 l. 633/1941) mentre, nel caso di opera fotografica, la durata viene estesa a 70 anni dopo la morte dell'autore, secondo la disciplina generale delle opere dell'ingegno aventi carattere creativo (art. 24 l. 633/1941).

Come faccio valere i miei diritti?

Se scopriamo che qualcuno ha utilizzato una fotografia senza il nostro consenso, prima di consultare un avvocato ma forti comunque della tutela della legge, possiamo fare il tentativo di contattare il titolare del sito (tramite le informazioni che possiamo reperire dal sito stesso o servendoci di servizi Whois per accedere ai dati di chi ha registrato il dominio) chiedendo la rimozione dell'immagine e un risarcimento che consideriamo congruo anche in considerazione dell'utilizzo che è stato fatto della nostra foto.

Prima di far valere le nostre ragioni dobbiamo però svolgere alcune operazioni per essere sicuri di poterla spuntare nel caso dovessimo intentare un'azione legale: in quella sede dovremo infatti dimostrare sia il fatto illecito sia la paternità dello scatto. Il titolare del sito potrebbe rimuovere la nostra foto e negare tutto, in questo caso più che salvare un'immagine della pagina web (falsificabile troppo facilmente) può essere utile effettuare una registrazione video della consultazione del sito incriminato. Per quanto riguarda dimostrare che siamo veramente noi gli autori della foto abbiamo diverse opzioni. Il possesso del file RAW può venirci in aiuto a patto che esso non sia mai stato divulgato, in questa circostanza potrebbe essere utile produrre altri scatti della stessa sequenza. Un'ultima tecnica, sfruttata da numerosi fotografi, consiste nel non mettere a disposizione tutta l'immagine ma rifilare ogni foto (sono sufficienti pochi pixel) in modo da rimanere in possesso di un'informazione in più per poter sempre dimostrare qual è l'immagine originale.

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